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domenica, agosto 24, 2008
Brevissimo riassunto delle puntate mancanti
Dunque, la protagonista, come avevamo gia' visto nelle ultime puntate, affronta eroicamente la trasmigrazione che dall'Italia la porta nella grande Germania. Ivi trascorre il suo primo anno allegramente e spensieratamente, intenta solo all'apprendimento dell'ostico idioma, al perfezionamento dell'equilibrio sulla bicicletta e alla panificazione. Un giorno Lui le propone timidamente di mostrare il suo curriculum vitae ad un amico comune, cosi', tanto per vedere cosa succede. Lei, pensandosi al riparo da qualunque proposta di lavoro, per accontentarlo ne stampa una copia non aggiornata, in italiano. Da quel giorno la sua vita non sara' piu' la stessa. L'amico comune, in grado di leggere la lingua italiana, la piazzera' sul mercato del lavoro internazionale nel breve lasso di due settimane. La nostra eroina non sara' in grado di rifiutare l'allettante prospettiva di lavorare presso l'Agenzia Spaziale Europea e cedera' incautamente alla proposta di lavoro. Un anno dopo, a chi stupito le chiedeva perche' voleva lasciare un lavoro cosi' interessante in un ambiente tanto prestigioso, rispondeva che tecnicamente anche l'indiano che spazza le foglie dai viali del parco dell'agenzia lavora per l'ESA. Contro il volere di tutti decide quindi di abbandonare il lavoro, ma non riesce a licenziarsi, il suo capo la coinvolge ancora una volta in un lavoro interessantissimo, in un progetto che in tutto il mondo ve ne saranno forse cinque. Divorata dall'ottimismo e dalla curiosita', piu' che dall'ambizione, cede ancora una volte alla lusinga del nuovo lavoro e non riesce piu' a liberarsene. Tutte le sue energie sono irrimediabilmente fagocitate dall'attivita' lavorativa, in un paese dove la parola 'lavorare' non assume i molteplici significati di 'leggere email/prendere il caffe/leggere il giornale/telefonare/pranzare/riprendere il caffe'/guardarsi le offerte di viaggi su internet/chiacchierare/ritelefonare/lavorare'. Nel frattempo trascura tutti i suoi interessi ed i suoi hobbies, acquista dieci chili di peso, comincia a smaniare per il caldo quando la temperatura esterna supera i ventidue gradi, guarda con riprovazione gli stranieri che non si comportano da tedeschi modello, si scaraventa fuori di casa alla prima comparsa di un timido sole nel vano tentativo di far virare il proprio colorito dal giallo elisabettiano al pesca mediterraneo. Esasperata dalla piega che gli eventi hanno preso, decide di riprendere in mano la propria vita, a cominciare dalla tastiera, per scrivere, nella lingua italiana, e non nei barbari idiomi a cui e' quotidianamente costretta. Quella sottomano non supporta i caratteri accentati, spero sopporterete.
giovedì, agosto 10, 2006
Consigli per l’estate
Siete una coppia di non più giovani genitori e la vostra unica e diletta figlia ha brillantemente pensato di trasferirsi altrove, al nord, lontana da voi. Dopo un inverno tormentato dalla neve e dal ghiaccio, non appena il clima si mitiga, lei vi invita nella sua nuova dimora per una settimana. Voi, felici per la prospettiva, accorrete, ma, ancora brucianti per il senso di abbandono che la sua partenza vi ha inflitto, decidete di metterne a dura prova la pazienza, affinché lei dimostri pienamente tutto il suo amore verso di voi. Come fare ? Innanzi tutto, sarà bene ottenere qualche importante risultato fin dal primo giorno della vostra permanenza.
Se siete il padre sarà opportuno fare quanto segue.
Prima di tutto ostentate ammirazione nei riguardi di tutto ciò che la terra del nord offre e ribadite per contro il vostro eterno ed implacabile disprezzo per l’infame patria lontana. Mostrerete apprezzamento per l’ordine, la pulizia, la cortesia, la quiete delle vie, la presenza di autentiche aree pedonali, la bontà del caffè, la magnificenza dell’austero stile architettonico dei pochi edifici antichi rimasti. Badate bene ad affiancare ad ogni nuova piacevole scoperta un’ondata di sdegno per la sua assenza nella succitata patria. Ribadite fin dal mattino che non intendete pranzare in un ristorante italiano, benché di tali ristoranti la Germania sia piena, perché certamente si mangerà male, e perché é senza dubbio preferibile un ristorante tedesco dove sia possibile assaporare la sconosciuta, eppure già apprezzabile, cucina locale. Quando arriverà il momento della scelta del luogo dove mangiare passate in meticolosa rassegna tutti i ristori della cittadina, scartandoli in successione perché italiani/fumano/c’é troppa gente/c’é troppa poca gente/c’é la musica/c'è il sole/fa caldo. Ovviamente non limitatevi a scartarli alla prima occhiata, entrate nel locale, visionate le sale, fatevi leggere e tradurre il menù, scegliete anche il tavolo dopo aver attentamente valutato la posizione di fumatori/finestre/porte/bagni/cucina/aria condizionata/altoparlanti, accomodatevi e fate accomodare l’intera famiglia, poi trovate l’elemento di disturbo che fino a quel momento vi era sfuggito ed alzatevi decisi a non restare un minuto di più, uscite quindi dal locale seguiti dalla famiglia e dagli sguardi interrogativi e perplessi dei ristoratori. Dopo un’ora circa ripiegate parzialmente soddisfatti nell’ennesimo locale dall’aspetto tipicamente tedesco, ordinate quindi una "Insalata niçoise". In serata, per coronare degnamente la giornata, vi suggeriamo di pronunciare la seguente frase: "Mah, per me il mangiare non é un problema, a me va bene tutto, mi adatto facilmente".
Se siete la madre invece vi consigliamo un comportamento leggermente diverso.
Mostratevi attratta dai negozi, soffermandovi davanti alle vetrine di ciascuno, sceglietene uno, entratevi a sorpresa senza assicurarvi di essere state notate dalla figlia che vi cercherà quindi a più riprese nelle adiacenze. Pur conoscendo l’inglese badate bene a rivolgervi alla premurosa commessa in francese, una volta non comprese quindi avvaletevi di vostra figlia come valente traduttrice per farvi illustrare la totalità degli articoli presenti nel negozio. Valutate il possibile impiego, l’utilità, la convenienza degli oggetti, mostratevi indecise sul da farsi, su quale acquisto intendete orientarvi ed infine rinunciate, d’altronde la cittadina é piena di negozi, perché soffermarsi al primo? Ripetete quindi l’operazione, rientrando anche negli stessi negozi, se lo ritenete necessario, potrebbe infatti sempre esservi sfuggito qualcosa. Verso l’ora di pranzo, per semplicità, scegliete l’oggetto dei vostri desideri del giorno, ad esempio una bottiglia di metallo simile a quella che vostra figlia possiede. Dedicate quindi il pomeriggio alla ricerca della medesima, non trascurando tutti gli esercizi del caso. Mi raccomando, non fermatevi alla prima opportunità, ma fate un’attenta ricerca di mercato nel settore, d’altronde la cittadina é piena di negozi, perché soffermarsi al primo? Verso sera, dopo aver scartato varie bottiglie perché grandi/piccole/con il thermos/senza bicchiere/care/il colore é poco accattivante, sceglietene una che non soddisfa proprio tutti i requisiti, ma si, insomma, può anche andar bene. Prendete il pacchetto, pagate, uscite, cercate un altro negozio che venda articoli per la casa, fermatevi di fronte alla vetrina ed esclamate ad alta voce "Eccola ! E’ questa la bottiglia che volevo!"
Voi genitori, se avrete seguito alla lettera tutti i nostri consigli, potrete essere certi che alla fine del primo giorno avrete ottenuto un risultato importante: vostra figlia, che vi avrà sempre assecondato, avrà raggiunto uno stato di prostrazione dal quale nei successivi giorni del vostro soggiorno non riuscirà a riaversi. Potrete quindi contare sulla sua assoluta accondiscendenza e docilità per godervi in pace e tranquillità il resto della vacanza.
venerdì, aprile 28, 2006
Apocalisse
E' notte sulla terra ed il cielo é pieno di stelle. Fuochi ed esplosioni si estendono e si susseguono ovunque. Noi siamo su di una collina, circondata da foreste, assistiamo impotenti allo spettacolo. Nel cielo ci sono delle immense arche di legno che lo solcano in tutte le direzioni, si dirigono verso le costellazioni. Quando una di queste scompare alla vista si spegne anche la costellazione verso la quale era diretta. Io mi scopro ferita e mi ritrovo a bordo di un'arca. L'interno é scolpito di marmi rossicci. Un vecchio magro vestito con una tunica mi chiede di infilare la mano in una fessura, obbedisco. D'ora in poi tutte le volte che vorró oltrepassare una delle porte di marmo mi basterá alzare la mano e quella si aprirá veloce e silenziosa. Aspetto in fila con altre persone di essere curata. Ci sono delle difficoltá, ma alla fine riescono a medicarmi. Ora ho paura che mi facciano rientrare nell'inferno, non voglio scendere, voglio restare sull'arca. Trovo una piccola stanza e con Lui mi rifugio li, sbarro l'ingresso. La stanza ha un obló, posso vedere quello che accade fuori. Presto ho sonno e nel buio e nel silenzio mi addormento. Forse con noi ci sono due bambini. Quando mi risveglio guardo fuori. E' sempre silenzio. E' sempre notte. Sotto di me c'é una costa illuminata dai fuochi e dalle esplosioni. Gli animali fuggono atterriti verso il mare. Ci sono animali di specie che non ho mai visto, alcuni di loro sembrano dei dinosauri. L'arca si dirige verso una cittá costruita sul mare, é una cittá di grattacieli, é grande, ci sono costruzioni immense, é piena di colori e di luci, ma anche lei sta morendo come tutto il resto. Nella stanza non sento rumori, vedo solo le luci e la fine.
Tranquilli, non é niente, é solo l’effetto psicotropo del Gulash con le cipolle, alle cinque del mattino.
mercoledì, aprile 26, 2006
Fracchie
- Le devi vedere assolutamente !
- Ma io volevo andare al cinema a vedere ...
- Al cinema !? Ma questo é uno spettacolo unico al mondo ! Non puoi perderlo !
E con questa motivazione che la sera del venerdí santo mio suocero carica sua moglie, me e suo figlio sull’automobile, e ci guida alla volta del paese natale, dove ha luogo la processione delle fracchie. Ogni anno i suoi compaesani radono al suolo parte del bosco sul Gargano per preparare le fracchie, le grosse fascine di legna a forma di cono che nella notte della passione vengono arse e trascinate a braccia per il paese, in una processione che precede la statua della Madonna e che nella tradizione illumina il cammino della madre alla ricerca del figlio perduto. Ogni associazione ha la sua fracchia, decorata da bandierine e immagini votive. La processione é anche una gara. Lungo il percorso sono infatti disposti dei giudici che giudicano ogni fracchia dalla grandezza, da come brucia la legna, da quanto a lungo dura il fuoco e in base ad atri imperscrutabili dettagli. Alla fine della processione sono assegnati i premi. Quando arriviamo le fracchie sono ancora tutte integre, ferme, allineate lungo il percorso in ordine di grandezza, partiranno prima le piú piccole, quelle trascinate dai bambini. Occorre aspettare il buio per dare inizio allo spettacolo. Nel frattempo la gente é tutta per strada, la municipale, i vigili ed i carabinieri sono giá nel panico. Strada facendo incontriamo un sacco di gente che ci saluta, ci ferma, parla con i suoceri, ci scruta curiosa. Quando vediamo la colonna di fumo che si alza capiamo che la processione é iniziata, e capiamo anche che siamo sul lato della strada sottovento. La colonna di fumo si trasforma lentamente in un colonnato che avanza nella folla, ancora lontano. Passa una buona mezzora prima che si riesca a vedere il primo tizzone, e che si cominci a tossire. La faccenda é lunga, la processione procede a piccoli passi e con molte soste, quelle necesaria ad attizzare il fuoco delle fracchie, a spalare i carboni ardenti che cadono sull’asfalto, ad allontanare la folla sospinta da altra folla direttamente verso il fuoco, dato che lungo la processione non ci sono transenne, ma solo uomini delle forze dell’ ordine urlanti. Mi lacrimano gli occhi, comincio ad avere le visioni, ecco che nella nuvola di fumo compare la Madonna, le braccia levate al cielo, immobile, odo anche i cori celesti in addolorato e stonato lamento. Al diradarsi del fumo, grazie ad una misericordiosa folata di vento, vedo un gruppo di donne disadorne, vestite di nero con dei fazzoletti al collo, sono loro che cantano, una scritta sul fazzoletto le identifica come appartenenti alla "confraternita dei sette dolori". Al loro coro risponde un coro di uomini contriti, sono coloro che portano la statua della Madonna, vestiti di nero come monache, con il fazzoletto sulla testa. Io continuo a piangere. Inaspettatamente dietro alla madonna compare un centurione romano, ne seguono altri, fra loro c’é un Cristo insanguinato che trascina una croce, a tratti si gratta il viso, tossisce ed aspetta paziente che qualcuno spali la brace davanti ai suoi piedi. Un centurione approfitta della pausa per prendere un bambino in braccio e sorridere mentre una telecamera li riprende. Due soldati invece rompono le file e se la ridacchiano tra loro. Dietro vengono i due ladroni, con le croci piú piccole, attrezzati con scarponcini da lavoro, loro, mica come il Cristo in sandali. Seguono le varie marie ed altri protagonisti della vicenda non ben riconoscibili, uno di loro risponde imbarazzato al cellulare per poi riporlo nella bisaccia. Segue il corteo dei fedeli, e dietro i pezzi forti della serata, le fracchie grandi, quelle alte che arrivano al primo piano dei palazzi. La cortina di fumo diventa impenetrabile, il calore insostenibile, le urla inquietanti, siamo all’inferno. Inspiegabilmente la processione é quasi bloccata, le fracchie ardono, il legno crepita, tutti si agitano ma nessuno riesce ad avanzare. Una delle fracchie, una delle ultime, é stata accesa troppo presto ed il fuoco rischia di estinguersi prima che abbia raggiunto la fine della processione, motivo per il quale potrebbe non essere premiata. Quelli che la trainano decidono quindi di ingaggiare un sorpasso. Urlano verso quelli che li precedono che rispondono urlando e si scansano leggermente, quanto basta per un misero avanzamento. Le due fracchie sono affiancate, ma ferme, le fiamme lambiscono le chiome degli alberi del viale, uno di questi prende fuoco, le urla si alzano, e tutti si agitano, trainando le fracchie a destra e a sinistra nel vano tentativo di fare spazio, l’avanzata é sempre bloccata. Io comincio a dare visibili segni di ansia, mio suocero li scorge e mi tranquillizza.
- Non ti preoccupare, non é niente ! Il morto non c’é mai scappato, solo qualche ferito. E una volta ha preso fuoco un balcone nella parte vecchia. E poi guarda, si stanno divertendo, e tu ? Tu non ti stai divertendo ?
- Ehm, ecco, io ... oddio ... il fumo ... svengo, portatemi via.
Ci allontaniamo rapidamente, le urla in lontananza finalmente vanno smorzandosi.
lunedì, gennaio 16, 2006
Come sarebbe a dire ?
L’ultimo post risale al 28 novembre ? Sono passati quasi due mesi ? E non ho nemmeno fatto gli auguri per il nuovo anno ? E dove sono stata per tutto questo tempo ? E che cosa ho fatto ? Chi mi ha rubato le parole ? Chi ?!?! Sono qui che le cerco, non le trovo piú, accidenti, dove sono finite, eppure ero certa di essermele portate dietro nel trasloco, di averle sempre a portata di mano, e invece non le trovo. Che per caso le avete viste voi da qualche parte ?
lunedì, novembre 28, 2005
Somma
Direi che qualche somma é giá possibile tirarla, perché no, sono qui in Germania da ben quattro mesi. La mia vita é cambiata parecchio. Qui non lavoro, sono in vacanza, come dice qualcuno, faccio la "femme de plaisir"* come dicono i francesi, sembrerebbe senza doppi sensi, sono in pausa, come dico io. Trascorro le mie mattinate alla scuola di tedesco, i miei pomeriggi a fare i compiti, le mie serate a cucinare e a dormire sul divano, una vita estremamente movimentata. Il cellulare é diventato uno strumento totalmente inutile, anzi no, che dico, lo uso in cucina, per contare i minuti che mancano alla cottura dei cibi. La posta elettronica é diventata fondamentale, cosí come internet ed il telefono fisso, che qui costano nulla, sono i miei contatti con la vita che fu e che forse un giorno tornerá ad essere. La cucina é il mio passatempo del momento, sforno giornalmente pane, pizze, dolci ed altre prelibatezze. Il supermercato italo-spagnolo é una delle mie mete preferite, come tutti gli italiani all’estero non riesco a rinunciare alla cucina e ai prodotti nostrani. L’automobile é ferma in garage per tutta la settimana, la tiro fuori solo per fare la spesa, altrimenti vado in bicicletta oppure a piedi, sotto la pioggia, sotto la neve, non importa. Non riesco piú né a leggere né a scrivere, entrambe le attivitá richiedono una protratta staticitá fisica di cui mi scopro incapace se non costretta. Insomma vivo tranquilla, rilassata, sopita. Le passioni sono nascoste, talmente bene che non riesco piú a trovarle, ma prima o poi si faranno vive da sole.
*donna di piacere
In piano
Pare che sia finita a tarallucci e vino, parlo della cassa integrazione di cui al post precedente, ormai antico. Hanno deciso cosí: "Facciamo tre giorni a testa, a turno, e non se ne parli piú". Non so se rallegrarmi della decisone, molto democratica, bisogna ammetterlo, oppure no. Ma qualche cosa non mi torna, ora tutti respirano sollevati, ma poi ?
domenica, ottobre 09, 2005
In discesa
Egregi Colleghe/Colleghi,
É il vostro Direttore Generale che vi scrive. Guardate che ore sono, ed io sono ancora qui, a lavorare per voi. In realtà ora sono allo stadio, a godermi la partita dalla tribuna d’onore, ma ho fatto in modo di inviarvi questa missiva in modo automatico, alla mezzanotte del giovedì, voi la leggerete di venerdì ed avrete tutto il fine settimana per meditare su quanto sto per annunciarvi.
Dopo attenta disamina, sofferta concertazione ed indefesso lavoro siamo purtroppo spiacenti di dover annunciare la necessità di fare ricorso, per un periodo limitato di tempo e per un numero limitato di persone, entrambi da definirsi, allo strumento della cassa integrazione. Lo sappiamo, ci dispiace, ma prima o poi doveva succedere. Le tristi ragioni che ci hanno spinto ad un così estremo provvedimento sono a voi tutti note, e ci terrei a ricordare che maggiori protagonisti nel mercato hanno da tempo preso analoghi provvedimenti. E perciò non vi lamentate, troppo bene vi é andata fino ad ora. Il ricorso alla cassa integrazione non è che uno degli strumenti messi in atto dall' azienda al fine di gestire l' attuale criticità di mercato. Ma io personalmente non dispero, stiamo infatti adottando un gran numero di contromisure che ci consentiranno in breve tempo di tornare a lavorare a pieno ritmo e ad essere competitivi come sempre siamo stati nella nostra storia, nonostante le molteplici acquisizioni degli ultimi anni da parte di aziende più sgangherate di questa. Sottolineo inoltre che da parte della direzione tutta e di tutti i manager, i quali non saranno certamente toccati dal provvedimento, sarà posta la massima attenzione per evitare che si verifichino situazioni individuali particolarmente gravose. Certo, speriamo che tutti voi abbiate previdentemente messo qualche soldino da parte, altrimenti la vedo dura.
Un caro ed affettuoso saluto
Il sempre Vostro,
Direttore Generale
mercoledì, ottobre 05, 2005
Repetita
Bene, sto facendo progressi. Ora impiego meno di un minuto per legare e slegare la bici, non smonto piú ai semafori, le vecchiette con i ferri arrugginiti ed i sellini impellicciati non mi superano piú, ho alzato il sellino di qualche centimetro, il che mi permette di pedalare in assetto corretto piuttosto che con le ginocchia in bocca, ed una volta ci sono persino andata con i tacchi. Il casco no, non lo lascio, mi dispiace.
martedì, ottobre 04, 2005
Cammeo
Driin … driin
- Pronto ?
- Ciao Occhivispi ! Sono tua suocera !
Oh, sono esterefatta, é la prima volta che chiama da quando sono qui in Germania, e ormai sono passati due mesi, deve essere successo qualcosa, ma il tono é tranquillo, non si direbbe.
- Ciao ! Come state ? E’ da un po’ che …
- Bene, bene, e voi ? Sai, ho questa tessera qui per l’estero che fra poco mi scade, la devo consumare ed ho pensato di chiamarvi, come state ? Mio figlio che fa ? Tutto bene ?
Ah, ecco, mi pareva.
- Si, noi stiamo bene, tuo figlio ha iniziato a …
- E’ lí ? Mio figlio é li ? Me lo puoi passare ?
- No, ora non c’é, é andato a …
- Ah, peccato, allora me lo saluti tu ? Gli dici che lo ha chiamato sua madre, eh ? Ci sentiamo presto allora, un abbraccio, ciao, ciao, cia …
Click
Il telefono fisso qui é come un cellulare, visualizza la durata dell’ultima chiamata.
Fanno in tutto 35 secondi. Forse non dovrei lamentarmi, sarebbe molto peggio il contrario, no ?
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